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Thread: EUR/CHF

  1. #316
    paulvr is offline Registered User
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    Apr 2012
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    Sondaggio....

    Salve a tutti,
    mentre scrivo, il cross è sceso sotto "l'ultimo livello di pre-allarme", cioè sotto 1,20100.
    Da quello che ho capito, nessuno è in grado di prevedere se la SNB interverrà nuovamente o meno (dopo aver speso una miliardata di euri sei giorni fa per mantenere il floor a 1.20) e, se si, quando. E' per questo che vorrei avere un parere dagli esperti (e cioè da te, Matteo...) se ci sarà o meno l'intervento. In altre parole mi piacerebbe sapere, tra gli scenari possibili (nuovi interventi conservatori a 1.20, intervento rialzista a 1.2x, nessun intervento e crollo a 1.1x) quante probabilità dai a ciascuno di questi. Intanto ho piazzato gli stop loss di tutte le mie operazioni a 1.1975 e uno short pesante allo stesso livello (chissà, se dovesse mancare l'intervento bns...) con TP a 1.17, sperando di recuperare almeno in parte le perdite. Perdona la domanda un po' brutale, ma il tempo delle decisioni drastiche per me si sta avvicinando.... Grazie

  2. #317
    maxch is offline Member
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    Feb 2012
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    Quote Originally Posted by paulvr View Post
    Salve a tutti,
    mentre scrivo, il cross è sceso sotto "l'ultimo livello di pre-allarme", cioè sotto 1,20100.
    Da quello che ho capito, nessuno è in grado di prevedere se la SNB interverrà nuovamente o meno (dopo aver speso una miliardata di euri sei giorni fa per mantenere il floor a 1.20) e, se si, quando. E' per questo che vorrei avere un parere dagli esperti (e cioè da te, Matteo...) se ci sarà o meno l'intervento. In altre parole mi piacerebbe sapere, tra gli scenari possibili (nuovi interventi conservatori a 1.20, intervento rialzista a 1.2x, nessun intervento e crollo a 1.1x) quante probabilità dai a ciascuno di questi. Intanto ho piazzato gli stop loss di tutte le mie operazioni a 1.1975 e uno short pesante allo stesso livello (chissà, se dovesse mancare l'intervento bns...) con TP a 1.17, sperando di recuperare almeno in parte le perdite. Perdona la domanda un po' brutale, ma il tempo delle decisioni drastiche per me si sta avvicinando.... Grazie
    Premesso che non sono un esperto e che nessuno conosce in anticipo le mosse della BNS, posso riportarti l'opinione prevalente nelle sale cambi degli istituti elvetici:
    interventi conservatori 1.20 = 75%
    intervento rialzista (1.25 ???) = 25%
    nessun intervento = 0%

    A breve termine la BNS deve difendere l'1.20, perchè questa difesa si basa soprattutto sulla fiducia che il mercato dà all'istituto centrale; persa la faccia diventerebbe impossibile sostenere un livello minimo. Per altro non tutti gli operatori trattano direttamente con la BNS, per cui è anche possibile che il livello minimo scenda brevemente sotto l'1.20, come già accaduto.

    L'intervento rialzista è giudicato troppo costoso per il momento; i tecnici della BNS hanno sempre sperato che l'Euro si "rialzasse" da solo dall'1.20, ma sappiamo che non è successo. Se decidessero di rischiare un innalzamento forzato tenterebbero di farlo quando nessuno se lo aspetta (cioè quando la maggior parte degli operatori ci avrà rinunciato ...).

    Nessun intervento è praticamente impossibile per i motivi già esposti.

    Attendo con ansia il parere degli esperti di FXCM, finora ci hanno sempre preso.

  3. #318
    paulvr is offline Registered User
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    Apr 2012
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    Grazie maxch

    Grazie maxch per la risposta rassicurante...

    Speriamo bene !

    Se solo il cambio riuscisse a toccare 1.216-1217 potrei chiudere le operazioni aperte in pareggio.
    Ormai è da dicembre che è tra 1.20 e 1.21

    Mai visto un cross così statico per un tale periodo.

    Ciao !!

  4. #319
    Matteo Paganini's Avatar
    Matteo Paganini is offline Senior Analyst FXCM Italia
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    Io sto arrivando ragazzi, sto dettagliando le mie considerazioni Poi, se fate fatica a dormire alla notte, vi aiuta il mio post!
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  5. #320
    Matteo Paganini's Avatar
    Matteo Paganini is offline Senior Analyst FXCM Italia
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    Ciao a tutti ragazzi,

    concordo con voi che l'aria si sta scaldando.

    In primis, non ci sono ancora ordini ufficiali piazzati dalla SNB ma ci sono rumor dai desk di Londra di bid a 1.2013 della banca.

    Da qui a dirvi cosa farà l'SNB di acqua sotto il fiume ne passa.

    Però, come mia consuetudine non mi nascondo dietro un dito e vi dico cosa penso a riguardo, anche se leggendo i post precedenti la mia idea risulta già chiara , anzi aggiungo anche cosa secondo me dovrebbe fare la SNB per raggiungere l'obiettivo di svalutare il franco contro l'euro.

    Partiamo proprio da qui.

    Cosa sta facendo la SNB e come si è comportata in passato.

    Guardiamo un grafico giornaliero...



    Quando essa voleva difendere 1.4000 l'ha fatto vendendo franchi con un'operazione di mercato aperta. Risultato: EurChf salito di 5 figure e poi piombato ai livelli che abbiamo visto ad agosto, quando andare in Svizzera non era conveniente nemmeno per il cioccolato

    Da lì in poi nessuno si è più fidato della SNB, fino a quando ha avuto il colpo di genio di intervenire a mercato alzando un pò i prezzi dai minimi di 1.1000 (il che ci ha fatto fiutare l'intervento e chi ci segue da allora lo sa) per poi comunicare agli operatori un livello sotto il quale non avrebbe più tollerato l'EurChf, 1.2000, che ora è sotto attacco.
    Cerchiamo di capire ora come mai tutto il mondo sa che l'SNB vuole i prezzi di EurChf sopra 1.4000 (livelli definiti ancora troppo alti per il franco dallo stesso istituto centrale), tutti i trader retail sono lunghi di euro eppure gli effetti dei loro acquisti sui prezzi non si sono visti nemmeno lontanamente, essendo sempre pericolosamente vicini all'1.2000 (vedi il grafico dello Speculative Sentiment Index qui sotto, che mostra come ci siano oltre 39 traders lunghi per ogni trader corto, circa il 98%).



    La risposta è semplice.

    Chi ha capitali maggiori da muovere (e tra istituzionali e retail la risposta è chiara) è LUNGO di franchi e non ne vuole sapere, per il momento, di venderli. Questo è sufficiente per farci capire che gli istituzionali stanno scommettendo per un salto di 1.2000?

    No. O meglio, non ancora.

    Anche il discorso “valuta rifugio” vale fino ad un certo punto allo stato dell’arte attuale, in quanto a questi livelli, di fronte ad aumenti di avversione al rischio i flussi di capitale disinvestiti vengono veicolati sul dollaro americano. Vero è, dall’altra parte, che i livelli raggiunti dal franco negli ultimi mesi sono riconducibili ad acquisti di medio periodo effettuati dagli istituzionali al fine di detenere una moneta certa e di cui l’esistenza non è messa in dubbio, il tutto a causa della generale incertezza che fa sì che una parte di portafoglio venga allocata in liquidità in franchi, sicuri e pronti, di fronte a situazioni appetitose dal punto di vista del rapporto rischio rendimento, ad essere smobilizzati. Occasioni da sfruttare però, nel medio periodo, per il breve ci sono i dollari da vendere (costa poco indebitarsi ad un nominale che varia tra 0.00% e 0.25% annuo, i tassi Fed).

    Da queste considerazioni possiamo trarre qualche conclusione.

    La prima riguarda il fatto che, al momento, non esistono scenari di medio periodo affidabili, in grado di attrarre una quantità tale di flussi di disinvestimenti dal franco per far scendere in maniera strutturale il prezzo della valuta elvetica., il che ci fa capire che l’EurChf di suo, non salirà.
    La seconda riguarda l’abilità di capire se chi è lungo di franchi sta scommettendo sulla rottura di 1.2000 o semplicemente reputa che il livello di stazionamento intorno a 1.2000 sia buono per poter tenere parcheggiata la liquidità.
    Io personalmente credo che al momento questa intenzione non ci sia, ma che di fronte ad una così ingente quantità di stop loss dei tori sull’euro, il pericolo di uno sfondamento del livello ci potrebbe essere. D’altra parte, il fatto che il prezzo dell’EurChf non sia in grado di salire, significa che qualcuno, sulle salite di EurChf è pronto a vendere, e lo fa riportando EurChf nei pressi di 1.2000.

    Da qui la necessità della SNB di difendere quel livello che verbalmente è stato comunicato come floor per i prezzi, che pochi giorni fa si è palesato come un acquisto di un miliardo di EurChf (situazione di emergenza) e il ragionamento, che snellirò per non annoiarvi troppo, su cosa effettivamente si potrebbe fare per sistemare la situazione (anche se sistemare è un termine utilizzato in maniera leggera, fino a quando non saremo sopra 1.5000 non ci si potrà chiamare fuori dal pericolo), ovvero agire su UsdChf.

    La SNB, con tutti gli interventi di acquisto di EurChf messi in atto durante gli ultimi mesi, si trova estremamente lunga di euro, la moneta di un sistema monetario di cui al momento non si può escludere l’implosione. Ora si trova a dover fronteggiare questi potenziali attacchi da parte della mani grosse e le armi sono poche. Soldi, tanti soldi, eventualmente anche da stampare.
    Se però si continua ad agire sull’EurChf, gli effetti potrebbero essere nefasti per la “Linea nella sabbia” tracciata dagli svizzeri.

    I flussi primari che determinano la quotazione del prezzo dell’EurChf, sono ancora rivolti ai due cambi principali che lo compongono, EurUsd e UsdChf (qui sotto un grafico giornaliero di EurUsd – candele – e UsdChf – lineare).



    Se notate, l’andamento è esattamente speculare. Quando EurUsd sale, UsdChf scende e viceversa.
    Nei momenti in cui la lotta tra le due valute deboli euro e dollaro, in base alle ondate di propensione al rischio durante le quali il mercato vende dollari contro euro, sterline, australiani e canadesi, ci fa vedere un EurUsd salire, la SNB dovrebbe acquistare UsdChf, ottenendo l’effetto finale di vedere EurChf salire.
    Di fronte ad un rischio sistemico di EurUsd, il cui prezzo potrebbe scendere in maniera significativa di fronte ad ulteriori scossoni sul fronte debito sovrano, il rischio di vedere saltare il livello di 1.2000 se non si agisce in questa maniera è veramente elevato. Tanto più se si dovesse cominciare a pensare ad acquisti di franchi dettati anche da fattori macroeconomici nuovi (leggasi nuove situazioni di rischi o incertezza derivanti dalle economie o dai mercati finanziari, che al momento, se vogliamo essere onesti, sono estremamente difficili da stimare).
    Arriviamo alla sostanza, se non state ancora dormendo eheh 
    Io credo che al momento la SNB non abbia intenzione di intervenire per svalutare il franco, fino a quando la situazione economica non mostrerà aspettative di deflazione e le esportazioni non peggioreranno sensibilmente. Detto questo, la posizione difensiva è già stata assunta e ci sono stati acquisti di euro ad 1.2000 per un miliardo, con la promessa di inserire ordini ad oltranza (dunque non ancora piazzati), per difendere quel livello (oggi – giovedì 12 aprile 2012, nello specifico, ci sono rumor di ordini a 1.2013), dunque credo che per il momento gli interventi possano essere di questo tipo (se dovessi stimare un orizzonte temporale, starei sul mesetto), ma i pericoli che avvengano degli acquisti impulsivi di franchi, come abbiamo visto, sono dietro l’angolo e se salta il livello di 1.2000, la grandissima quantità di stop dei rialzisti posta a partire da sotto 1.1980 può innescare dei fortissimi movimenti a ribasso.

    Quindi, la probabilità stimata dei possibili accadimenti, nel momento in cui dovessero esserci evoluzioni è la seguente:

    - Svalutazione del franco (almeno a 1.2500): 30%
    - Salto degli stop loss e approfondimento a ribasso: 70%

    Ora è tardi per riuscire ad uscire da questa situazione senza che qualcuno si faccia male (siano essi rialzisti o ribassisti), ma forse, iniziando ad operare sul fronte dollaro anziché euro contro il franco, può aiutare a dare una, seppur minima, direzionalità all’EurChf, verso lidi più sicuri.

    Passiamo ora all’operatività.

    Se non si crede ad un forte movimento forse è il caso di tradare il laterale con importi ridotti e sottoleva, con stop comunque sopra 1.2000 quando si è lunghi e sotto 1.2040 quando si è corti.
    Se si crede in un forte movimento, si può scegliere di entrare a mercato subito (lunghi o corti non ha importanza agli effetti della spiegazione del perché entrare a mercato ora) o di utilizzare degli stop entry per aspettare la partenza del movimento (rialzista o ribassista, anche qui non ha importanza) ed entrare in corsa. In quest’ultimo caso, il rischio che si corre è quello di vedere i propri ordini eseguiti con forti slippage negativi a causa del salto di prezzi che molto verosimilmente potrebbe avvenire in caso di intervento della SNB o di salto del livello curato. Questo potrebbe farci entrare a prezzi pessimi, rispetto a quello che avevamo in mente, scombussolando tutta l’impostazione dell’operazione che avevamo in mente. Di contro, entrare subito a mercato implica una scelta del lato su cui operare, lunghi di euro o lunghi di franchi? La decisione sta ad ognuno di noi, se dovessi guardare la stima di probabilità che ho riportato sopra mi dovrei mettere corto di euro, ma siccome il mercato mi ha insegnato spesso le proprie convinzioni portano ed errori e a dover sostenere posizioni in perdita anche se dal punto di vista tecnico non ce n’erano le ragioni, sceglierei di posizionarmi sia lungo che corto a mercato, utilizzando una funzione che molto comunemente è chiamata hedging da diversi broker ed addetti al settore, che permette di non annullare una posizione nel momento in cui si va ad aprirne una di stesso importo ma di segno contrario, ma di aprirne due distinte. In questo modo evito il potenziale problema di slippage sull’entrata ed il valore dei tassi rollover mi permette di rimanere abbastanza tranquillo, in quanto le perdite derivanti dal mantenere una posizione lunga ed una corta sull’EurChf risultano contenute a causa del piccolo differenziale di tasso. Non toglie però il problema di slippage nel momento in cui devo andare a stoppare la posizione sbagliata, se effettivamente un movimento parte. Qui occorre essere abbastanza conservativi con il posizionamento degli stop ed è meglio fissarsi un livello ed inserirlo in macchina, in quanto in caso di scarsa liquidità gli ordini vengono eseguiti con il criterio del FIFO (first in, first out, leggasi chi prima piazza gli ordini, prima viene eseguito).

    Spero di aver chiarito il mio pensiero a riguardo, voi che pensieri avete?
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  6. #321
    Alta84 is offline Member
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    Buonasera Matteo,

    io penso che la tua relazione non faccia una piega sotto tutti i punti di vista.

    Dipende molto dalla BNS cosa succederà su questo cambio.

    Attualmente la situazione per me è questa:
    1) Molti retail sono LONG di euro, aspettando la SNB;
    2) gli istituzionali sono short di euro viste le ultime notizie;
    e secondo me attualmente chi fa muovere il prezzo sono queste 2 parti.
    La SNB attualmente sta attaccata ai monitor e controlla che il prezzo non scenda sotto la soglia dai 1.2000, ogni tanto specie quando c'e' poca volatilità compra euro a fa salire il prezzo.

    L'intervento della BNS non ci sarà fino a quando il prezzo rimane tra 1.2030- 1.2000, diversamente potrebbe intervenire se la volatilità diminuisce e diminuiscono gli ordini short di euro, oppure se il prezzo scende sotto la soglia di 1.20000.

    QUESTO è IL MIO PENSERIO


    attualmente io rimango long e aspetto, tanto ogni volta che ho provato a cambiare ho fatto un casino ;-) .
    Perciò ad oggi controllo ogni 4 ore il grafico e spero di vedere un bel candelone blu come quello del 6 -9-2011 :-)
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  7. #322
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    il rischio slippage cosi forte non è meglio stare fuori?

    hehehe la settima regola di gann dice.intervieni solo sui titoli attivi.lascia perdere tutto cio che non da segni di vita per tanto tempo
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  8. #323
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    Buonasera Matteo,

    io penso che la tua relazione non faccia una piega sotto tutti i punti di vista.

    Dipende molto dalla BNS cosa succederà su questo cambio.

    Attualmente la situazione per me è questa:
    1) Molti retail sono LONG di euro, aspettando la SNB;
    2) gli istituzionali sono short di euro viste le ultime notizie;
    e secondo me attualmente chi fa muovere il prezzo sono queste 2 parti.
    La SNB attualmente sta attaccata ai monitor e controlla che il prezzo non scenda sotto la soglia dai 1.2000, ogni tanto specie quando c'e' poca volatilità compra euro a fa salire il prezzo.

    L'intervento della BNS non ci sarà fino a quando il prezzo rimane tra 1.2030- 1.2000, diversamente potrebbe intervenire se la volatilità diminuisce e diminuiscono gli ordini short di euro, oppure se il prezzo scende sotto la soglia di 1.20000.

    QUESTO è IL MIO PENSERIO


    attualmente io rimango long e aspetto, tanto ogni volta che ho provato a cambiare ho fatto un casino ;-) .
    Perciò ad oggi controllo ogni 4 ore il grafico e spero di vedere un bel candelone blu come quello del 6 -9-2011 :-)
    Grazie per aver condiviso con me il tuo punto di vista, speriamo di vedere candelone blu allora!

    Anche dal punto di vista rollover va bene così.

    Wait and see
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  9. #324
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    nel senso sono mesi che perdiamo tempoo ed energie per aspettare un "superenalotto" ? con il rischio di prendere un cetriolone king size per via dello slippage in entrata o nello stop della posizione sbagliata

  10. #325
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    e comunque clap clap clap all analisi di matteo
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  11. #326
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    magnifica analisi

    Grazie Matteo per la magnifica analisi, molta chiara oltre tutto.

    A conferma di quello che hai scritto, mi ricordo il consiglio di un direttore di banca (ovviamente svizzera) quando all'inizio dell'anno gli chiesi come bilanciare i conti in Euro e Franchi della società:
    "L'Euro al momento ha un futuro incerto, ti conviene tenere la maggior parte dei fondi in Franchi perchè sono sicuri e una parte minore in Euro; quando devi cambiare sai che meno di 1.20 è quasi impossibile, tutto quello che riesci a prendere in piu' è guadagno". Da notare che il rendimento sui depositi in Euro è circa 3 volte maggiore di quello dei depositi in CHF.

    Ad un certo punto qualche economista aveva anche azzardato l'ipotesi che dopo la presa di posizione della BNS il Franco avrebbe perso il suo ruolo e sarebbe stato sostituito dalla valute scandinave; aveva ragione quel tale che diceva che gli economisti finiscono tutti poveri ...
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  12. #327
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    Quote Originally Posted by maxch View Post
    Grazie Matteo per la magnifica analisi, molta chiara oltre tutto.

    A conferma di quello che hai scritto, mi ricordo il consiglio di un direttore di banca (ovviamente svizzera) quando all'inizio dell'anno gli chiesi come bilanciare i conti in Euro e Franchi della società:
    "L'Euro al momento ha un futuro incerto, ti conviene tenere la maggior parte dei fondi in Franchi perchè sono sicuri e una parte minore in Euro; quando devi cambiare sai che meno di 1.20 è quasi impossibile, tutto quello che riesci a prendere in piu' è guadagno". Da notare che il rendimento sui depositi in Euro è circa 3 volte maggiore di quello dei depositi in CHF.

    Ad un certo punto qualche economista aveva anche azzardato l'ipotesi che dopo la presa di posizione della BNS il Franco avrebbe perso il suo ruolo e sarebbe stato sostituito dalla valute scandinave; aveva ragione quel tale che diceva che gli economisti finiscono tutti poveri ...
    Grazie maxch, questo è davvero indicativo...

    Vediamo che faranno!
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  13. #328
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    eur/chf

    Ciao a tutti i traders
    Nella settimana dopo pasqua parecchi articoli si sono visti con la BNS che era quasi mortificata per quel minimo sforamento sotto la soglia di 1,20000 (1,19997),allego un'articolo pubblicato l'11 Aprile.

    La Banca nazionale svizzera difende il cambio di 1.20 franchi per 1 euro, deciso il 6 settembre 2011. Gli scambi avvenuti settimana scorsa che hanno portato l’euro sotto questa soglia sono dovuti a anomalie in una parte del mercato.

    Se le transazioni di giovedì scorso hanno suscitato dubbi riguardo alla fermezza della BNS, si tratta di timori non giustificati, ha affermato a Zurigo Thomas Jordan, vice presidente e presidente a interim della BNS : “Pur di mantenere il corso di 1.20, la Banca nazionale è pronta ad acquistare divisa in maniera illimitata. In questo non cambia la sua politica.”

    Per far prevalere il cambio di 1.20, la BNS sorveglia ininterrottamente il mercato dei cambi, dalla sua apertura in Asia la domenica sera sino alla sua chiusura a New York venerdì sera.
    Il mercato interbancario determinante per la BNS raggruppa le contropartite accettate dall’istituto, sia oltre 100 istituti che dispongono di 700 sedi di cambio a livello internazionale.
    Thomas Jordan ha ricordato che il franco rimane sopravalutato, un fenomeno che rappresenta una sfida non indifferente per l’economia svizzera.
    Se la BNS considererà un suo indebolimento, sarà pronta in ogni momento a prendere misure supplementari, qualora le prospettive economiche e i pericoli di deflazione lo esigeranno.

    A voi le conclusioni,io penso che sia determinata a difendere il floor,e sono daccordo con Matteo che al momento non ha nessuna intenzione di alzarlo.
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  14. #329
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    Un rapido aggiornamento sul cambio EurChf serve a indicare il livello di resistenza più interessante delle ultime giornate: parliamo di 1.2030 che, oltre ad essere massimo degli ultimi dieci giorni di scambi, è il livello a cui transita oggi la media mobile a 100 periodi su grafico H4. Sotto invece a 1.20, con la conferma degli ultimi commenti della SNB, si trova l’area di maggior interesse come supporto.

    Filippo Legrenzi – Sales Manager FXCM Italia –
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  15. #330
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    Thumbs up

    Vorrei postare questo articolo preso dal sito swissinfo - Swiss news and information platform about Switzerland, business, culture, sport, weather del 13-04-2012, secondo me molto esplicativo perchè ci sono i pareri di alcuni economisti svizzeri.


    Prima di Pasqua attacchi speculatavi hanno spinto l'euro sotto la soglia di franchi 1,20 stabilita dalla Banca nazionale svizzera in settembre. Questa politica di cambio aiuta l’industria d’esportazione, ma non è priva di rischi. Cambiare rotta appare per ora prematuro.

    In un incontro con la stampa martedì 10 aprile, il presidente ad interim della Banca nazionale svizzera (BNS) ha sottolineato la volontà di difendere ad oltranza questa soglia e ha definito «infondati» i dubbi sollevati sulla politica di cambio dell’istituto centrale.

    Thomas Jordan ha ribadito che la BNS «è pronta a comperare divise in quantità illimitata» per mantenere la moneta nazionale entro i limiti previsti e ha detto che il franco continua ad essere sopravvalutato.

    Le dichiarazioni si sono rese necessarie dopo che la tradizionale bonaccia finanziaria che contraddistingue il periodo pasquale è stata interrotta giovedì 5 aprile da alcune operazioni isolate. Per breve tempo un euro si scambiava con 1,19 franchi. Per la prima volta in sette mesi, la soglia minima fissata dalla BNS è così stata superata.

    Una delle ragioni è da ricollegare alla volatilità derivante dalla fragilità economica della Spagna, stando agli analisti del giornale romando Le Temps.

    Durante il fine settimana pasquale, la BNS ha subito alcune critiche da parte della stampa elvetica, in particolare da Finanz und Wirtschaft, che l’ha biasimata per «essere in vacanza» nei momenti difficili.

    La politica della banca centrale è considerata insufficiente da alcuni e eccessiva da altri. Hans Hess, il presidente di Swissmem, l’associazione dell’industria metalmeccanica ed elettrotecnica, ha dichiarato in un’intervista al Landboten che il franco forte non ha provocato la tempesta che ci si attendeva. Tuttavia, per molte piccole imprese la situazione resta «sempre drammatica».

    Sull’altro fronte, istanze come il Fondo monetario internazionale (FMI) raccomandano alla Svizzera di tornare alla libera fluttuazione appena le condizioni economiche lo permetteranno.

    Alla ricerca di certezze

    Ma non sarebbe giunto il momento di cambiar strategia? Per Janwillem C. Acket, capo economista della Julius Bär, la politica attuale della BNS ha come risultato di frenare gli effetti di una erosione ciclica importante, ciò che «permette alle aziende svizzere di pianificare e attuare le loro attività in un contesto di maggiore stabilità».

    Da parte sua, Jan-Egbert Sturm, direttore del Centro di ricerca congiunturale (KOF) del Politecnico federale di Zurigo, ritiene che in questo momento un cambio di rotta sia circondato da troppe incertezze.

    «Allo stato attuale, non è chiaro come reagirebbero i mercati alla soppressione del tasso minimo di cambio. Forse si potrebbe mantenere il cambio attorno a 1,20 franchi per un euro. Però ogni notizia negativa proveniente dalla zona euro rischierebbe di far ripartire le speculazioni sul franco».

    Le analisi di molti economisti coincidono con l’opinione espressa dal ministro dell’economia Johann Schneider-Ammann, secondo cui abbandonare il tasso di cambio minimo «sarebbe fatale per il paese».

    Schneider-Amman è anche andato oltre, affermando che sarebbe favorevole a un tasso di cambio compreso tra 1,35 e 1,40 franchi per euro.

    Rischio inflazione

    Venerdì 6 aprile, la BNS ha pubblicato i dati relativi alla riserve di divise estere, pari a 237 miliardi di franchi alla fine di marzo, 10 miliardi in più rispetto al mese precedente.

    Ogni volta che la BNS compera euro per arginare la speculazione sul franco – interventi sui quali l’istituto mantiene il più assoluto riserbo – deve finanziare l’operazione vendendo altri attivi (oro, obbligazioni cantonali, ecc.) oppure creando moneta. Quest’ultima opzione rischia però di causare inflazione.

    Secondo Jan-Egbert Sturm, del KOF, i timori inflazionistici dell’FMI sono comunque per il momento infondati.

    «La Svizzera attraversa una fase di inflazione negativa. Il franco si è apprezzato prima dell’annuncio dell’introduzione del tasso minimo e molti beni e servizi sono diventati più convenienti all’estero. Ciò ha esercitato una pressione sui prezzi, ma al ribasso. E questo processo non si è ancora concluso», dice a swissinfo.ch. Janwillem C. Acket, della Julius Bär, condivide l’analisi e sottolinea che «la deflazione è ancora all’ordine del giorno in Svizzera».

    Per i due esperti, varie condizioni dovranno essere riunite prima di pensare a una nuova politica di cambio.

    Secondo Janwillem C. Acket, è importante che il tasso di cambio si allontani in modo spontaneo dalla soglia di 1,20. Il capo economista della Julius Bär sottolinea anche l’importanza di un consolidamento della ripresa economica in Svizzera e ritiene indispensabile una schiarita nella zona euro, poiché attualmente ogni tensione sul mercato può incitare gli investitori ad acquistare franchi svizzeri.

    Jan-Egbert Sturm aggiunge dal canto suo che eventuali modifiche della politica di cambio sono da valutare solo quando la pressione al ribasso sui prezzi cesserà e gli esportatori si saranno adattati a un franco forte.


    La speranza è l'ultima a morire .....

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